giovedì 25 ottobre 2012

Etica professionale



NOTIZIA: un ragazzo di New York si è fatto fare 90 operazioni chirurgiche per assomigliare a Ken, il toyboy di Barbie. Di queste operazioni, 13 sono state fatte ai glutei perchè "li voleva perfetti". Il dovere di cronaca imporrebbe una foto dei glutei, e invece niente, solo il torso nudo. Non ci sono più i giornalisti di una volta...

lunedì 3 settembre 2012

2 yogurt e 3 pere


Dopo 4 settimane di vacanza posso dire che la cosa più triste del rientro non è l'ufficio, non è la pioggia, non sono le valige da disfare e nemmeno la straziante consapevolezza che non vedrò il mare per mesi. No, la cosa peggiore è fare la spesa e poter comprare solo confezioni microscopiche. Odio vivere da sola, odio pranzare e cenare da sola. Voglio tornare a casa la sera sapendo di trovarci qualcuno che mi ama e che amo. Io voglio le confezioni formato famiglia.

martedì 19 giugno 2012

Pizze al tegamino

Ti illudi che con il tempo passi, che smetterai di pensare a quando gli racconterai di quella cosa che hai visto o che hai fatto, che il nodo allo stomaco sarà sostituito da un sorriso nostalgico. E invece ti trovi a piangere davanti ad una pizza al tegamino, perché per 25 anni nemmeno sapevi si chiamassero "pizze al tegamino", perché per te erano solo "pizze del nonno". E comunque quelle del nonno erano più buone.

venerdì 15 giugno 2012

Desperate Housewife

rosa di stoffa
Update: tutorial "Rose di stoffa for dummies" qui.

Io uso la mia casella gmail come blocco note. Tutte le volte che mi devo ricordare qualcosa, mi mando una mail. Sì, poi ho anche imparato a usare google calendar, ma per certe cose la mail auto-inviata è meglio, perché se uso bene le parole chiave, poi posso trovare qualunque cosa in 3 secondi. No perché io se salvo qualcosa nel pc ora che lo ritrovo posso diventare vecchia... e poi i PC si cambiano, gmail resta (posso suggerirla a google come slogan...)

Tra le centinaia di mail che mi sono salvata, ne ho una dal titolo "desperate housewife", che non contiene, come si potrebbe pensare, il link per scaricare la serie (di cui peraltro ho visto solo metà del primo episodio, poi mi stavo addormentando dalla noia e ho spento). No! Contiene un'infinità di idee scopiazzate qua e là dalla rete per fare orecchini, ciabatte, palle di natale, partecipazioni di matrimonio (!!!) e un'infinità di altre cose che nemmeno ricordo. Perché ogni tanto mi prende la mania di "fare" qualcosa di creativo. Poi io in realtà il + delle volte seguo alla lettera le istruzioni per paura di fare danni quindi va beh, di creativo c'è poco. Però mi diverto. Anche se ci metto una vita perché sono precisina precisina e imbranata insieme.

lunedì 21 maggio 2012

Nonno


Mio nonno non aveva il physique du role di un nonno. Mio nonno era alto 1.85, era solido e stabile, dritto come un fuso. Camminava veloce e pensava ancora più veloce. Mio nonno era ateo, in una generazione in cui essere atei era praticamente un crimine o quantomeno una vergogna. Aveva 83 anni ma guidava agilmente nel traffico milanese e anche in autostrada. Mio nonno era quello da chiamare se stavo male e avevo bisogno di un passaggio, perché non importava dove fosse: lui sarebbe arrivato di corsa. Perché mio nonno era un uomo gentile e premuroso.
Era generoso, e poi ti zittiva imbarazzato quando lo ringraziavi. Anche se il regalo era un pezzo dell'eredità di sua sorella, mica caramelle. Dopo anni di pranzi della domenica a casa dei miei, era incapace di presentarsi a pranzo senza un dolce, anche se avevamo chiamato apposta per dire di non portare nulla, ché c'era il tiramisù fatto in casa. Eravamo arrivati a fare gli inviti dell'ultimo secondo per prendere lui e nonna in contropiede, ma nulla: giravano fino a trovare un negozio aperto per prendere un dolce o almeno del gelato.
Era allegro, pacato ed energico insieme. Mio nonno era riservato, come suo figlio, e come lui incapace di abbracciare, di dire "ti voglio bene" o peggio "sono orgoglioso di te". Ma tenendoti una mano sulla spalla ti dava un bacio in fronte e diceva "Ciao, Cipolla" oppure "Brava" e lo sapevi che voleva dire tutte quelle cose lì.
Mio nonno lavorava ("Altrimenti cosa faccio tutto il giorno?"), si occupava della nonna, faceva la spesa e aveva anche imparato a cucinare, alla soglia degli ottant'anni, pur di essere indipendente e non dare disturbo a nessuno. Mio nonno era una roccia.

Però mio nonno, anche se era alto e dritto e sembrava sano come un pesce, aveva un tumore all'intestino e metastasi al cervello che i medici hanno scoperto solo lunedì sera, poche ore prima che le metastasi se lo portassero via.

E a me adesso manca qualcuno che mi porga una crostata, mi dia un bacio sulla fronte e mi dica "Ciao, Cipolla".
E rimpiangerò ogni giorno di non aver trovato il tempo di andare a trovarlo lo scorso weekend, convinta, come tutti, che una roccia non potesse sgretolarsi così. E invece.

martedì 14 febbraio 2012

Un'iniezione di autostima

Le nove di sera, centro città ormai deserto. Una ragazza infreddolita e imbacuccata cammina veloce sotto i portici. In lontananza compare un gruppo di ragazzini che le viene incontro. Quando intuiscono che la sagoma che si avvicina è di una donna, iniziano a darsi gomitate e a commentare a gran voce la... ehm... la di lei beltà, diciamo.

lunedì 23 gennaio 2012

Wordreference dei poveri

Weird: se il tuo ex storico ti scrive in chat.
Creepy: se ti dice che una amica comune si sposa e coglie la palla al balzo per chiederti quando tu ti sposi.
Scary: se quando dici: "con calma", risponde: "se non ti muovi poi ti conosce e scappa".

Migrazione conclusa!


Ci sono voluti due mesi di rinvii e  un paio d'ore di lavoro (perchè sono imbranata e ho dovuto modificare le date dei post manualmente) ma finalmente sono su Blogger. Giuro che se chiude pure questo rinuncio...
Stasera un post come si deve. O domani. O dopodomani. Oh insomma, non è che sia un obbligo postare, eh!

Credits: http://maniedigrafica.blogspot.com/2011/11/trasferire-blog-da-splinder-blogspot.html

lunedì 9 gennaio 2012

2012, mi stai già un po’ sulle balle

 
hateIo non portavo mai la carta di identità con me, perchè ho sempre pensato che se mi rubano il portafogli è meglio restare con almeno un documento. Poi una volta ho quasi perso un aereo per tornare a casa a prenderla e così da novembre mi sono rassegnata. Non porto nemmeno mai contanti, perchè mi dimentico di prelevare e poi il bancomat è più comodo. Oggi invece avevo più di 100€ (regalo di Natale dei nonni). Ma siccome non sono abituata ad averli, ho comprato l'abbonamento mensile con il bancomat, così il simpatico borseggiatore che si è fregato il mio portafogli ha 36€ in più. E il mio mensile. E la carta di identità, il mio tesserino universitario con cui ancora riuscivo ad avere sconti nei musei, la tesserina prepagata della mia tigelleria preferita (con solo 20 centesimi, tiè! ingozzati bastardo!), la tessera trenitalia (ma non funzionava, quindi va beh), tutti gli scontrini dei farmaci diligentemente tenuti da parte nell'ultimo anno, il mio dollaro portafortuna ricordo di quando vivevo in California, la tessera arci da ricomprare e chissà che altro.

Insomma, sono qui, da sola, senza famiglia, nè fidanzato nè coinquilina, senza soldi nè documenti, con tutte le carte bloccate. Stasera ho cenato con pane carasau e marmallata di castagne, le uniche due cose che avevo in casa di ritorno dalle ferie, perchè ho dovuto lasciare la spesa al supermercato, non avendo il portafogli!!! 

Dicono che i malati che hanno un parente che prega intensamente per loro guariscano prima. Se tanto mi dà tanto, probabilmente domani il caro borseggiatore si sveglierà in preda ad un pesantissimo virus intestinale, sedendosi sul wc beccherà il colpo della strega e, colto alla sprovvista dal colpo della strega, cadrà con la testa sul bidè. Commozione cerebrale. Tiè.

Benvenuto 2012! 
 

mercoledì 28 dicembre 2011

AAA Voglia di lavorare cercasi

 
Mi sono organizzata per lavorare da casa del PrincipeAzzurro per tutta la settimana. Bella idea, no? NO, PESSIMA. Perchè a casa è troppo facile cazzeggiare. Ieri pur di non lavorare mi sono messa a ricamare letterine sulle calze del PrincipeAzzurro, così che la smetta di spaiarle tutte. Ricamare. Devo dire altro?

E' solo il secondo anno che lavoro a Natale e ancora non mi sono abituata a questa storia che il 27 è lavorativo. Io sono ancora nel mondo fatato di pacchetti, lucine, mangiate con parenti e amici, tavolate così grandi che anche se il soggiorno dei miei è di 70m², ci si deve dividere in due stanze diverse, regali spettacolari, regali che mai avresti pensato di ricevere eppure c'è sempre qualcuno che ti conosce così poco da farteli... Sto ancora gongolando per la mia cinquina che mi ha fruttato tre mollette a forma di uccellino per chiudere i pacchi di biscotti e sto già programmando il cenone del 31. Ma soprattutto sto cazzeggiando. Oh se sto cazzeggiando... va beh... il dovere mi chiama. Ho messo muto, ma forse è il caso di rispondere.