lunedì 23 gennaio 2012

Wordreference dei poveri

Weird: se il tuo ex storico ti scrive in chat.
Creepy: se ti dice che una amica comune si sposa e coglie la palla al balzo per chiederti quando tu ti sposi.
Scary: se quando dici: "con calma", risponde: "se non ti muovi poi ti conosce e scappa".

Migrazione conclusa!


Ci sono voluti due mesi di rinvii e  un paio d'ore di lavoro (perchè sono imbranata e ho dovuto modificare le date dei post manualmente) ma finalmente sono su Blogger. Giuro che se chiude pure questo rinuncio...
Stasera un post come si deve. O domani. O dopodomani. Oh insomma, non è che sia un obbligo postare, eh!

Credits: http://maniedigrafica.blogspot.com/2011/11/trasferire-blog-da-splinder-blogspot.html

lunedì 9 gennaio 2012

2012, mi stai già un po’ sulle balle

 
hateIo non portavo mai la carta di identità con me, perchè ho sempre pensato che se mi rubano il portafogli è meglio restare con almeno un documento. Poi una volta ho quasi perso un aereo per tornare a casa a prenderla e così da novembre mi sono rassegnata. Non porto nemmeno mai contanti, perchè mi dimentico di prelevare e poi il bancomat è più comodo. Oggi invece avevo più di 100€ (regalo di Natale dei nonni). Ma siccome non sono abituata ad averli, ho comprato l'abbonamento mensile con il bancomat, così il simpatico borseggiatore che si è fregato il mio portafogli ha 36€ in più. E il mio mensile. E la carta di identità, il mio tesserino universitario con cui ancora riuscivo ad avere sconti nei musei, la tesserina prepagata della mia tigelleria preferita (con solo 20 centesimi, tiè! ingozzati bastardo!), la tessera trenitalia (ma non funzionava, quindi va beh), tutti gli scontrini dei farmaci diligentemente tenuti da parte nell'ultimo anno, il mio dollaro portafortuna ricordo di quando vivevo in California, la tessera arci da ricomprare e chissà che altro.

Insomma, sono qui, da sola, senza famiglia, nè fidanzato nè coinquilina, senza soldi nè documenti, con tutte le carte bloccate. Stasera ho cenato con pane carasau e marmallata di castagne, le uniche due cose che avevo in casa di ritorno dalle ferie, perchè ho dovuto lasciare la spesa al supermercato, non avendo il portafogli!!! 

Dicono che i malati che hanno un parente che prega intensamente per loro guariscano prima. Se tanto mi dà tanto, probabilmente domani il caro borseggiatore si sveglierà in preda ad un pesantissimo virus intestinale, sedendosi sul wc beccherà il colpo della strega e, colto alla sprovvista dal colpo della strega, cadrà con la testa sul bidè. Commozione cerebrale. Tiè.

Benvenuto 2012! 
 

mercoledì 28 dicembre 2011

AAA Voglia di lavorare cercasi

 
Mi sono organizzata per lavorare da casa del PrincipeAzzurro per tutta la settimana. Bella idea, no? NO, PESSIMA. Perchè a casa è troppo facile cazzeggiare. Ieri pur di non lavorare mi sono messa a ricamare letterine sulle calze del PrincipeAzzurro, così che la smetta di spaiarle tutte. Ricamare. Devo dire altro?

E' solo il secondo anno che lavoro a Natale e ancora non mi sono abituata a questa storia che il 27 è lavorativo. Io sono ancora nel mondo fatato di pacchetti, lucine, mangiate con parenti e amici, tavolate così grandi che anche se il soggiorno dei miei è di 70m², ci si deve dividere in due stanze diverse, regali spettacolari, regali che mai avresti pensato di ricevere eppure c'è sempre qualcuno che ti conosce così poco da farteli... Sto ancora gongolando per la mia cinquina che mi ha fruttato tre mollette a forma di uccellino per chiudere i pacchi di biscotti e sto già programmando il cenone del 31. Ma soprattutto sto cazzeggiando. Oh se sto cazzeggiando... va beh... il dovere mi chiama. Ho messo muto, ma forse è il caso di rispondere.
 

sabato 24 dicembre 2011

Cara Valyna, caro Bertuccio…


Cara Valyna, caro Bertuccio,

Ieri leggevo la vostra nuovissima rubrica "Problemi di cuore?" e, come sempre, mi contorcevo sulla sedia per trattenere le risate (ero in ufficio...). Arrivata in fondo ho pensato che solo voi potete rispondermi ad una antica questione....

Anni fa, durante quella che le mie cugine chiamano "la tua estate d'oro" e io chiamo più prosaicamente "il mio periodo di zoccolaggine" [n.d.r. la stessa del ballerino rasta], sono uscita qualche giorno con un tipo che ha passato ogni minuto disponibile a cercare di spogliarmi. Ma proprio ogni minuto. Ero arrivata ad evitare la gonna per rendergli la vita più difficile. Poi, quando finalmente mi ero convinta, ha dichiarato di voler andare a dormire presto perchè aveva mal d'orecchi. Giuro. Che ogni volta che ci penso mi viene in mente la canzone "2 di picche" dei Gem Boy. Il giorno dopo ha inventato un'altra scusa e poi è partito (la partenza era già programmata, non è che l'ho fatto scappare, eh).

Ecco, io non me la sono mai spiegata questa cosa, soprattutto visto che periodicamente fa il provolone in chat. Me la spiegate voi?

Una vostra affezionata lettrice,

Ingegneresentimentale
 

venerdì 25 novembre 2011

Caro Sig. Zuckerberg


Caro Sig. Zuckerberg,

cosa Le fa pensare che io voglia aggiungere Martina LaPazza ai miei amici di Facebook? Era la ragazza di PrincipeAzzurro, OK? E da quando sto insieme a lui, LaPazza gli ha scritto e-mail romantiche, a luci rosse o semplicemente farneticanti, gli ha telefonato da depressa, da isterica, da incazzata e da pazza e gli ha anche fatto la posta sotto casa... quindi caro Mark (scusa se passo al tu, ma se ti racconto i fatti miei poi non posso darti del Lei. E poi tanto da voi nemmeno si usa il Lei) mi spieghi perchè dovrei volerla come amica? Lo so che abbiamo un amico in comune, ma non è un buon motivo, mi dispiace.
E poi va bene, posso capire che voi non possiate sapere che lei è l'ex del mio PrincipeAzzurro, ma potete almeno mettere un bottone No-mi-sta-sulle-balle-smettila-di-chiedermelo? Almeno posso finalmente dimenticarmi che esiste e soprattutto evito di andare a cliccare sul suo nome per controllare la sua bacheca in pieno stile bimbaminkia.
Grazie per la cortese attenzione.

Cordiali saluti,
Ingegneresentimentale 

 facebook no mi sta sulle balle

lunedì 21 novembre 2011

A cosa serve un ingegnere in casa*

 
Se sei sfigato, può capitare che si rompa improvvisamente un tubo dell'acqua, con conseguente pittoresco effetto geyser**. Se sei molto sfigato, a monte del tubo rotto non esiste sessun rubinetto che blocchi il flusso, a parte il rubinetto centrale di tutta la casa. Se sei davvero davvero sfigato, si rompe di domenica.
Ma niente paura! Ghe pensi mì! OK, non so quanto terrà la toppa, ma tra me, mio padre e PrincipeAzzurro (tutti e tre ingegneri...) non so chi si è divertito di più a inventarsi un modo per tappare il tutto. Sembravamo tre bambini con i lego... Avete presente quelli che usando calzini, scotch e altre robette hanno fatto costruire ai poveracci che stavano sull'apollo 13 un filtro per l'anidride carbonica che gli ha impedito di crepare? Ecco, secondo me anche loro si sarebbero divertiti un sacco se non avessero saputo che in caso di malfunzionamento invece di una doccia rischiavano di veder morire tre persone. 
Alla fine ce la siamo cavata con un turacciolo, un temperino, una patacca di metallo, un pezzo di doccia rotta e quattro bulloni. 
Non so quanto durerà, ma per ora tiene.


* A onor del vero va anche detto che il tubo è stato rotto da mio padre, quindi devo ammettere che in effetti senza ingegneri in casa non si sarebbe neppure presentato il problema... ma son dettagli
**L'acquedotto è a circa 10 atmosfere in quella casa. L'effetto è appena inferiore a quello della foto.
  

lunedì 14 novembre 2011

I fell in love

 
Sono stata in una città spettacolare, con un fiume placido e tranquillo, canali, chiuse e pittoreschi ponticelli. In una città con palazzi bellissimi e curati, che ogni 5 metri vorresti scattare una foto ma poi ti senti anche un po' scema. Sono stata in un posto in cui il 90% della dieta consiste in crauti, formaggi, cipolle e carne, ma solo quella che fa male (wurstel, pancetta, salsiccioni) e viene da chiedersi come siano ancora tutti vivi e con una vita sociale. Sono stata in una città in cui il sole non c'è quasi mai, ma quando c'è rende tutto magico. Sono stata in un quartiere di casette piccole e colorate che sembrano quelle delle fiabe. Sono stata in una città in cui il sabato mattina alle 10 le strade puzzano di formaggio perchè davanti a tutti i ristoranti c'è un camioncino che scarica gli ingredienti per la giornata. Sono stata in una città in cui quando trovi uno scarafaggio nel corridoio dell'hotel pensi "beh, almeno non è nell'insalata come ieri sera". Sono stata in una città in cui due terzi della popolazione non spiaccica due parole di inglese e l'altro terzo lo parlerebbe benissimo, ma si ostina a risponderti in francese pur sapendo che non stai capendo un accidente. In una città in cui se ti vedono per strada con una cartina in mano, ti fermano per chiederti se possono aiutarti. 
Sono stata a Strasburgo e non vedo l'ora di tornarci, ma con PrincipeAzzurro, la prossima volta.
 

giovedì 3 novembre 2011

Cervelli in fuga

 
No, non intendo parlare del 50% dei miei ex compagni di corso che sono felicemente emigrati all'estero e adesso, presumibilmente, guadagnano ben più di me. Del resto è una forma di compensazione per tutte le prese in giro che dovranno subire ogni giorno per essere nati nel paese del bunga bunga.

No, io intendevo parlare del MIO cervello, che chiaramente è scappato o, nella migliore delle ipotesi, si è preso una vacanza. Stamattina infilandomi la giacca per uscire di casa mi sono intravista nello specchio enorme che grazie al cielo ho accanto all'ingresso e.... mi sono accorta di non avere messo il vestito. Praticamente stavo uscendo di casa in dolcevita e calzamaglie, ma senza vestito. Però avevo gli orecchini, eh! Intonati con il vestito (che non avevo, ma son dettagli).

Del resto sono figlia di mia madre, che una volta è andata in ufficio con due scarpe diverse (ma diverse diverse eh: colore diverso e altezza del tacco diversa...) ed è dovuta andare a comprarsene un nuovo paio di corsa. Per non parlare di quella volta che si è accorta a metà strada tra casa e aereoporto di avere ai piedi le ciabatte di mio padre e ha preteso di tornare indietro a cambiarsele. Quando finalmente siamo arrivate in aereoporto hanno rimandato indietro il pulmino solo per noi...
 

mercoledì 26 ottobre 2011

Rivoglio il mio ombrello

 
Mi hanno rubato l'ombrello. Di nuovo. Me l'hanno già rubato a scuola, all'università, in più di un negozio, in metropolitana (l'avevo dimenticato sulla panchina: tempo 2 minuti per tornare indietro ed era sparito) e anche al cinema. Dovrei aver fatto l'abitudine a questa sorta di beneficenza forzata, ma oggi si sono superati: me l'hanno rubato sul pianerottolo di casa mia.
E non è che viva in un palazzone, eh... in tutto sono 8 appartamenti, ma sul mio piano (l'ultimo) siamo in 4. In quello di fianco c'è un signore tanto gentile e a modo che proprio non ce lo vedo a rubare un ombrello. E comunque anche il suo ombrello era sul pianerottolo, quindi non vedo perchè avrebbe dovuto prendere il mio. Di fronte c'è una signora anziana molto riservata e silenziosa che non esce mai di casa. E poi c'è un appartamento con 4 studenti rasta e un po' cannaioli e mi girano le palle a mille perchè se dico che secondo me sono stati loro passo per vecchia bisbetica, invece è semplice deduzione logica.
Anche perchè io non ce l'ho con i rasta. Anzi, sono anni che ogni volta che qualcuno parla male dei rasta io tiro fuori Rick, ragazzo rasta con cui sono uscita secoli fa e che sembra inventato apposta per smentire qualunque pregiudizio. Ad esempio tutti dicono che quei cosi in testa puzzano. Ora, io non so se fosse un caso isolato o meno, ma i suoi profumavano di balsamo, giuro! Era tenero e romantico (pure troppo, trattandosi di storiella estiva :-) ), educatissimo e gentile. Piaceva persino a mia mamma, nonostante i rasta*... e sono assolutamente certa che non abbia mai rubato un ombrello. Ma nemmeno una caramella, credo. Va beh che è tedesco e i tedeschi, si sa, non sono italiani. Tra l'altro è tedesco ma sembra un incrocio con qualche popolazione a sud dell'equatore, infatti confrontandolo con suo fratello, biondo, occhi azzurri e pelle chiara e lentigginosa, ero convinta fosse adottato. Ma la cosa che mi aveva stupita di più era che nonostante il look e i tratti somatici, che al massimo mi avrebbero fatto pensare ad un suonatore di bonghi, ballava danza classica.

*no, non sono solita presentare a mia mamma uno con cui sono uscita una settimana. Solo che lei l'ha conosciuto prima di me. Storia lunga.