lunedì 21 maggio 2012

Nonno


Mio nonno non aveva il physique du role di un nonno. Mio nonno era alto 1.85, era solido e stabile, dritto come un fuso. Camminava veloce e pensava ancora più veloce. Mio nonno era ateo, in una generazione in cui essere atei era praticamente un crimine o quantomeno una vergogna. Aveva 83 anni ma guidava agilmente nel traffico milanese e anche in autostrada. Mio nonno era quello da chiamare se stavo male e avevo bisogno di un passaggio, perché non importava dove fosse: lui sarebbe arrivato di corsa. Perché mio nonno era un uomo gentile e premuroso.
Era generoso, e poi ti zittiva imbarazzato quando lo ringraziavi. Anche se il regalo era un pezzo dell'eredità di sua sorella, mica caramelle. Dopo anni di pranzi della domenica a casa dei miei, era incapace di presentarsi a pranzo senza un dolce, anche se avevamo chiamato apposta per dire di non portare nulla, ché c'era il tiramisù fatto in casa. Eravamo arrivati a fare gli inviti dell'ultimo secondo per prendere lui e nonna in contropiede, ma nulla: giravano fino a trovare un negozio aperto per prendere un dolce o almeno del gelato.
Era allegro, pacato ed energico insieme. Mio nonno era riservato, come suo figlio, e come lui incapace di abbracciare, di dire "ti voglio bene" o peggio "sono orgoglioso di te". Ma tenendoti una mano sulla spalla ti dava un bacio in fronte e diceva "Ciao, Cipolla" oppure "Brava" e lo sapevi che voleva dire tutte quelle cose lì.
Mio nonno lavorava ("Altrimenti cosa faccio tutto il giorno?"), si occupava della nonna, faceva la spesa e aveva anche imparato a cucinare, alla soglia degli ottant'anni, pur di essere indipendente e non dare disturbo a nessuno. Mio nonno era una roccia.

Però mio nonno, anche se era alto e dritto e sembrava sano come un pesce, aveva un tumore all'intestino e metastasi al cervello che i medici hanno scoperto solo lunedì sera, poche ore prima che le metastasi se lo portassero via.

E a me adesso manca qualcuno che mi porga una crostata, mi dia un bacio sulla fronte e mi dica "Ciao, Cipolla".
E rimpiangerò ogni giorno di non aver trovato il tempo di andare a trovarlo lo scorso weekend, convinta, come tutti, che una roccia non potesse sgretolarsi così. E invece.

martedì 14 febbraio 2012

Un'iniezione di autostima

Le nove di sera, centro città ormai deserto. Una ragazza infreddolita e imbacuccata cammina veloce sotto i portici. In lontananza compare un gruppo di ragazzini che le viene incontro. Quando intuiscono che la sagoma che si avvicina è di una donna, iniziano a darsi gomitate e a commentare a gran voce la... ehm... la di lei beltà, diciamo.

lunedì 23 gennaio 2012

Wordreference dei poveri

Weird: se il tuo ex storico ti scrive in chat.
Creepy: se ti dice che una amica comune si sposa e coglie la palla al balzo per chiederti quando tu ti sposi.
Scary: se quando dici: "con calma", risponde: "se non ti muovi poi ti conosce e scappa".

Migrazione conclusa!


Ci sono voluti due mesi di rinvii e  un paio d'ore di lavoro (perchè sono imbranata e ho dovuto modificare le date dei post manualmente) ma finalmente sono su Blogger. Giuro che se chiude pure questo rinuncio...
Stasera un post come si deve. O domani. O dopodomani. Oh insomma, non è che sia un obbligo postare, eh!

Credits: http://maniedigrafica.blogspot.com/2011/11/trasferire-blog-da-splinder-blogspot.html

lunedì 9 gennaio 2012

2012, mi stai già un po’ sulle balle

 
hateIo non portavo mai la carta di identità con me, perchè ho sempre pensato che se mi rubano il portafogli è meglio restare con almeno un documento. Poi una volta ho quasi perso un aereo per tornare a casa a prenderla e così da novembre mi sono rassegnata. Non porto nemmeno mai contanti, perchè mi dimentico di prelevare e poi il bancomat è più comodo. Oggi invece avevo più di 100€ (regalo di Natale dei nonni). Ma siccome non sono abituata ad averli, ho comprato l'abbonamento mensile con il bancomat, così il simpatico borseggiatore che si è fregato il mio portafogli ha 36€ in più. E il mio mensile. E la carta di identità, il mio tesserino universitario con cui ancora riuscivo ad avere sconti nei musei, la tesserina prepagata della mia tigelleria preferita (con solo 20 centesimi, tiè! ingozzati bastardo!), la tessera trenitalia (ma non funzionava, quindi va beh), tutti gli scontrini dei farmaci diligentemente tenuti da parte nell'ultimo anno, il mio dollaro portafortuna ricordo di quando vivevo in California, la tessera arci da ricomprare e chissà che altro.

Insomma, sono qui, da sola, senza famiglia, nè fidanzato nè coinquilina, senza soldi nè documenti, con tutte le carte bloccate. Stasera ho cenato con pane carasau e marmallata di castagne, le uniche due cose che avevo in casa di ritorno dalle ferie, perchè ho dovuto lasciare la spesa al supermercato, non avendo il portafogli!!! 

Dicono che i malati che hanno un parente che prega intensamente per loro guariscano prima. Se tanto mi dà tanto, probabilmente domani il caro borseggiatore si sveglierà in preda ad un pesantissimo virus intestinale, sedendosi sul wc beccherà il colpo della strega e, colto alla sprovvista dal colpo della strega, cadrà con la testa sul bidè. Commozione cerebrale. Tiè.

Benvenuto 2012! 
 

mercoledì 28 dicembre 2011

AAA Voglia di lavorare cercasi

 
Mi sono organizzata per lavorare da casa del PrincipeAzzurro per tutta la settimana. Bella idea, no? NO, PESSIMA. Perchè a casa è troppo facile cazzeggiare. Ieri pur di non lavorare mi sono messa a ricamare letterine sulle calze del PrincipeAzzurro, così che la smetta di spaiarle tutte. Ricamare. Devo dire altro?

E' solo il secondo anno che lavoro a Natale e ancora non mi sono abituata a questa storia che il 27 è lavorativo. Io sono ancora nel mondo fatato di pacchetti, lucine, mangiate con parenti e amici, tavolate così grandi che anche se il soggiorno dei miei è di 70m², ci si deve dividere in due stanze diverse, regali spettacolari, regali che mai avresti pensato di ricevere eppure c'è sempre qualcuno che ti conosce così poco da farteli... Sto ancora gongolando per la mia cinquina che mi ha fruttato tre mollette a forma di uccellino per chiudere i pacchi di biscotti e sto già programmando il cenone del 31. Ma soprattutto sto cazzeggiando. Oh se sto cazzeggiando... va beh... il dovere mi chiama. Ho messo muto, ma forse è il caso di rispondere.
 

sabato 24 dicembre 2011

Cara Valyna, caro Bertuccio…


Cara Valyna, caro Bertuccio,

Ieri leggevo la vostra nuovissima rubrica "Problemi di cuore?" e, come sempre, mi contorcevo sulla sedia per trattenere le risate (ero in ufficio...). Arrivata in fondo ho pensato che solo voi potete rispondermi ad una antica questione....

Anni fa, durante quella che le mie cugine chiamano "la tua estate d'oro" e io chiamo più prosaicamente "il mio periodo di zoccolaggine" [n.d.r. la stessa del ballerino rasta], sono uscita qualche giorno con un tipo che ha passato ogni minuto disponibile a cercare di spogliarmi. Ma proprio ogni minuto. Ero arrivata ad evitare la gonna per rendergli la vita più difficile. Poi, quando finalmente mi ero convinta, ha dichiarato di voler andare a dormire presto perchè aveva mal d'orecchi. Giuro. Che ogni volta che ci penso mi viene in mente la canzone "2 di picche" dei Gem Boy. Il giorno dopo ha inventato un'altra scusa e poi è partito (la partenza era già programmata, non è che l'ho fatto scappare, eh).

Ecco, io non me la sono mai spiegata questa cosa, soprattutto visto che periodicamente fa il provolone in chat. Me la spiegate voi?

Una vostra affezionata lettrice,

Ingegneresentimentale
 

venerdì 25 novembre 2011

Caro Sig. Zuckerberg


Caro Sig. Zuckerberg,

cosa Le fa pensare che io voglia aggiungere Martina LaPazza ai miei amici di Facebook? Era la ragazza di PrincipeAzzurro, OK? E da quando sto insieme a lui, LaPazza gli ha scritto e-mail romantiche, a luci rosse o semplicemente farneticanti, gli ha telefonato da depressa, da isterica, da incazzata e da pazza e gli ha anche fatto la posta sotto casa... quindi caro Mark (scusa se passo al tu, ma se ti racconto i fatti miei poi non posso darti del Lei. E poi tanto da voi nemmeno si usa il Lei) mi spieghi perchè dovrei volerla come amica? Lo so che abbiamo un amico in comune, ma non è un buon motivo, mi dispiace.
E poi va bene, posso capire che voi non possiate sapere che lei è l'ex del mio PrincipeAzzurro, ma potete almeno mettere un bottone No-mi-sta-sulle-balle-smettila-di-chiedermelo? Almeno posso finalmente dimenticarmi che esiste e soprattutto evito di andare a cliccare sul suo nome per controllare la sua bacheca in pieno stile bimbaminkia.
Grazie per la cortese attenzione.

Cordiali saluti,
Ingegneresentimentale 

 facebook no mi sta sulle balle

lunedì 21 novembre 2011

A cosa serve un ingegnere in casa*

 
Se sei sfigato, può capitare che si rompa improvvisamente un tubo dell'acqua, con conseguente pittoresco effetto geyser**. Se sei molto sfigato, a monte del tubo rotto non esiste sessun rubinetto che blocchi il flusso, a parte il rubinetto centrale di tutta la casa. Se sei davvero davvero sfigato, si rompe di domenica.
Ma niente paura! Ghe pensi mì! OK, non so quanto terrà la toppa, ma tra me, mio padre e PrincipeAzzurro (tutti e tre ingegneri...) non so chi si è divertito di più a inventarsi un modo per tappare il tutto. Sembravamo tre bambini con i lego... Avete presente quelli che usando calzini, scotch e altre robette hanno fatto costruire ai poveracci che stavano sull'apollo 13 un filtro per l'anidride carbonica che gli ha impedito di crepare? Ecco, secondo me anche loro si sarebbero divertiti un sacco se non avessero saputo che in caso di malfunzionamento invece di una doccia rischiavano di veder morire tre persone. 
Alla fine ce la siamo cavata con un turacciolo, un temperino, una patacca di metallo, un pezzo di doccia rotta e quattro bulloni. 
Non so quanto durerà, ma per ora tiene.


* A onor del vero va anche detto che il tubo è stato rotto da mio padre, quindi devo ammettere che in effetti senza ingegneri in casa non si sarebbe neppure presentato il problema... ma son dettagli
**L'acquedotto è a circa 10 atmosfere in quella casa. L'effetto è appena inferiore a quello della foto.
  

lunedì 14 novembre 2011

I fell in love

 
Sono stata in una città spettacolare, con un fiume placido e tranquillo, canali, chiuse e pittoreschi ponticelli. In una città con palazzi bellissimi e curati, che ogni 5 metri vorresti scattare una foto ma poi ti senti anche un po' scema. Sono stata in un posto in cui il 90% della dieta consiste in crauti, formaggi, cipolle e carne, ma solo quella che fa male (wurstel, pancetta, salsiccioni) e viene da chiedersi come siano ancora tutti vivi e con una vita sociale. Sono stata in una città in cui il sole non c'è quasi mai, ma quando c'è rende tutto magico. Sono stata in un quartiere di casette piccole e colorate che sembrano quelle delle fiabe. Sono stata in una città in cui il sabato mattina alle 10 le strade puzzano di formaggio perchè davanti a tutti i ristoranti c'è un camioncino che scarica gli ingredienti per la giornata. Sono stata in una città in cui quando trovi uno scarafaggio nel corridoio dell'hotel pensi "beh, almeno non è nell'insalata come ieri sera". Sono stata in una città in cui due terzi della popolazione non spiaccica due parole di inglese e l'altro terzo lo parlerebbe benissimo, ma si ostina a risponderti in francese pur sapendo che non stai capendo un accidente. In una città in cui se ti vedono per strada con una cartina in mano, ti fermano per chiederti se possono aiutarti. 
Sono stata a Strasburgo e non vedo l'ora di tornarci, ma con PrincipeAzzurro, la prossima volta.